Neve! Sì, neve in quota sul percorso della
Dolomites Skyrace, oltre 15 cm sul Piz Boè (3.152 m.),
vetta della gara che domani assegna le medaglie del Campionato
Europeo di skyrace.
Gli organizzatori hanno fatto un sopralluogo, dipenderà dalle
condizioni della notte, poi domattina Diego Salvador e Ivano
Ploner, i due direttori di gara, assieme a Diego Perathoner,
presidente del comitato organizzatore, decideranno il da
farsi. È già pronto un “taglio” alla parte più alta, semmai
le condizioni del percorso, soprattutto in discesa, dovessero
essere pericolose per gli atleti. Per il resto è tutto confermato.
Oggi gli atleti delle nazionali sono stati invitati dagli
organizzatori ad un “official lunch” al Sass Pordoi. Così
hanno potuto constatare le condizioni del tempo e si sono
divertiti… lanciandosi palle di neve.
La gara di domani è particolarmente attesa, del resto le
650 iscrizioni bloccate in anticipo confermano quanto la
Dolomites Skyrace sia amata dal popolo dei “corridori del
cielo”.
Il suo percorso disegnato sul “filo” dei più bei panorami
dolomitici che la Val di Fassa offre a chi sale in quota,
darà sicuramente una fisionomia precisa al Campionato Europeo.
La gara sale davvero in alto, fino ai 3.152 metri del Piz
Boè, ma anche se non si raggiungesse la cima si correrà comunque
sul limite dei 3.000 metri, dove la notte il termometro si
abbassa notevolmente, vicino o forse sotto lo zero, ed il
freddo potrebbe essere un avversario difficile per gli skyrunners.
Per arrivare al Piz Boè i “corridori del cielo” dovranno
superare ben 1.702 metri di dislivello partendo da Canazei,
transitando dal Passo Pordoi e salendo alla Forcella Pordoi
attraverso una faticosa ascesa nella ghiaia, utilizzando
uno stretto e lungo sentiero a zig-zag. Poi dalla forcella
inizia l’altrettanto dura salita verso il Piz Boè, lungo
sentieri “per camosci” col percorso individuabile tra le
rocce solo dalle bandierine posizionate dagli organizzatori.
Ma c’è poi una ripida discesa a fare da arbitro, dove i più
temerari riescono spesso a ribaltare la situazione di classifica,
come dire che la Dolomites Skyrace, senza ombra di dubbio,
si vince solo sul traguardo di Canazei.
Le performances dei migliori skyrunners sono elevatissime,
per chi non ha mai assistito a questo tipo di gare lo spettacolo
è assicurato, con passaggi al cardiopalma e con panorami
maestosi. Il pubblico della Dolomites Skyrace può arrivare
comodamente con la funivia nei pressi di uno dei punti più
tecnici, la Forcella Pordoi, e successivamente salire verso
il Piz Boè. Le emozioni sono garantite.
Oggi Antonella Confortola ha sciolto le sue riserve, domattina
sarà al via per difendere il suo record (2.30’09”) siglato
lo scorso anno. Non avrà vita facile. Contro di lei la Gran
Bretagna schiera Angela Mudge, due volte prima a Canazei,
la Spagna punta invece su Ardid Ubed, Andreu Trias, Dominguez
Azpeleta e Kortazar Aranzeta. L’Italia, al fianco della Confortola,
schiera Giulia Miori, Rossana Morè e Jennifer Senik, ma visto
quanto successo ieri, potrebbe esserci qualche sorpresa di
atlete non selezionate dalla nazionale ed in grado di fare
un bel risultato.
Tra i maschi, dopo l’oro nel Vertical Kilometer (a proposito,
oggi la Crepa Neigra è completamente imbiancata dalla neve!)
lo spagnolo Agusti Roc Amador - vincitore nel 2006 - parte
col favore del pronostico, ma considerando la possibile variazione
del percorso e il fondo sicuramente viscido tutto può succedere.
Sulla carta possono nutrire ambizioni da podio anche Fulvio
Dapit, Dennis Brunod, Paolo Larger, Cristofol Bernat Castanyer,
Tadei Pivk e Ricky Lightfoot. La lista è lunga, e c’è sempre
l’incognita degli outsiders.
Partenza alle 8.30 (ma potrebbe slittare in attesa che salgano
le temperature) da Canazei, il tempo da battere per i maschi
è quello dello sloveno Mitja Kosovelj del 2007, un incredibile
2h04’53”. Le previsioni parlano di un repentino miglioramento,
i 650 skyrunners se lo augurano.
Mario Facchini - Ufficio Stampa Newspower (www.newspower.it) |